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L’ascolto è l’anima del nostro lavoro

Intervista di Antonio Rossano a Marco Giovannelli, entrambi protagonisti di IF2013.

“Engagement” è la parola magica della transizione al giornalismo digitale. Dai grandi giornali globali, come New York Times e Guardian, a quelli nazionali, da Repubblica al Corriere, a quelli locali ed iperlocali, il coinvolgimento dei lettori è divenuto l’obiettivo primario delle testate online, soprattutto attraverso i social network. Facebook e Twitter in primis. Ma per Marco Giovannelli, fondatore e direttore di VareseNews dal 1997, quel coinvolgimento è relativo: per le testate mainstream è possibile coinvolgere i lettori su tematiche di ampio interesse o verticali, ma quello con il lettore resta il rapporto con uno sconosciuto. Per Giovannelli “L’ascolto è l’anima del nostro lavoro”. “Quello che conta nel giornale sono le relazioni” mi dice e mentre parla ho la sensazione che, avendo poco tempo, la quantità di parole che riesce a proferire è inferiore al flusso di pensieri che lampeggiano nei suoi occhi.

Poi si alza mi invita a seguirlo al suo Mac e mi mostra con orgoglio, sulla pagina Facebook di VareseNews la foto di una torta “questa l’ha preparata per noi una signora, Maria Gabriella, appena ha saputo che andavamo nel suo paese, Orino, per il 141 tour”. Il 141 tour, che conoscevo attraverso le centinaia di Tweet di Marco sul tema, è una colossale operazione di conoscenza e penetrazione del territorio, mai realizzata in Italia da una testata giornalistica online. Un tour attraverso tutti i 141 comuni della provincia di Varese, il “territorio” di riferimento di VareseNews. Gli obiettivi li spiega Marco su VareseNews “[…] Sono tre gli obiettivi del progetto 141tour: il primo riguarda la redazione, il tour è infatti un momento di riflessione sul nostro lavoro e contemporaneamente di autoformazione; il secondo è fare un’analisi del territorio con un ascolto più attento, al di là delle notizie e della cronaca; il terzo è economico, per andare a valutare “sul campo” quanto si possa immaginare un diverso finanziamento del giornale per il presente e il più vicino futuro. […]” . E, mentre parliamo, mi passano davanti agli occhi le centinaia di documenti su tematiche come engagement, business models, community management che ho letto negli ultimi anni , ed ho come la sensazione di avere davanti un concentrato umano di tutti quei bit.

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Il 141 tour è comunque qualcosa di più di quello che dice anche Marco: è un opera di documentazione notevole, migliaia di foto, video, documenti, basata su una simbiosi di umanità e di competenza. “Perché il giornalismo sono le persone – mi dice Marco – e nella redazione di VareseNews ci sono 28 persone, il nostro patrimonio, tutte con regolari contratti, tra questi 10 giornalisti professionisti, 10 giornalisti con altri contratti, 5 commerciali , 1 grafico , 2 contabili amministrativi”. E penso che ho visto redazioni online con 3-4 persone, spesso non contrattualizzate…

Ma il territorio, la sua valorizzazione sono il suo chiodo fisso: “non ci si rende conto che siamo in un area ricca di cultura e tecnologia, in un territorio insubrico, con al suo interno ben 5 università, i laboratori di ricerca dell’ENEA ed il Joint Research Center della Commissione Europea a Ispra, una grande quantità di realtà economiche ed industriali di primo livello, e tutto questo non è valorizzato”.

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Dimenticavo che siamo partiti, nell’intervista con Marco, dai numeri che, significativi ed importanti, dopo tutto ciò, mi sono sembrati meno rilevanti: 65000 visitatori unici/giorno, 90000 visite, 400000 pagine viste, ed un tempo medio di permanenza di 7 minuti !! Le visite sono per il 60% dirette, 30% dai motori ed il resto dal solito mix di links, social networks, et… Tra la pagina di VareseNews e quelle collegate, la presenza su Facebook conta su circa 55000 fan, mentre su Twitter si arriva a circa 7000 e Marco precisa “Twitter non è un social per l’iperlocale, legato a mondi chiusi ed autoreferenziali… che possono andar bene per i tecnici e gli specialisti, ma non per il legame con il territorio.” La chiacchierata è stata ancora lunga, ma il resto ce lo racconterà direttamente Marco il prossimo 11 ottobre, al Pisa Internet Festival.

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